Oggi dall 17 alle 19 in Piazza Saffi distribuiremo il volantino con le controproposte di SEL alla Manovra Monti:
Volantino proposte SEL alternative a Manovra Monti
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dic 17 2011
Oggi dall 17 alle 19 in Piazza Saffi distribuiremo il volantino con le controproposte di SEL alla Manovra Monti:
Volantino proposte SEL alternative a Manovra Monti
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nov 06 2011
In queste settimane in molte parti del mondo si è spontaneamente organizzato il Movimento degli “Indignati”, di coloro cioè che non accettano questo distorto modello di sviluppo basato sulla finanziarizazione della economia e che è la causa principale della grave crisi economica e sociale che sta devastando il mondo. Lo slogan del Movimento è “ la crisi non la vogliamo pagare noi”.. che non l’ abbiamo provocata.
Anche nel nostro Paese questo Movimento è vivo e vitale come dimostra la Manifestazione di Roma del 15 ottobre che, al netto delle violenze stupide ed irrazionali, è stata imponente vitale e propositiva.
Anche la nostra città è stata toccata da questo Movimento; tant’è che il 15 ottobre sono partiti per Roma 4 pullman e molte auto private . Base di esso sono soprattutto i giovani anche giovanissimi, giustamente indignati per la mancanza di futuro essendo i più penalizzati da questa crisi nei confronti della quale loro non hanno alcuna responsabilità.
Occorre partire da qui per capire cosa stà avvenendo in questi giorni nella nostra città anche rispetto alla occupazione del edificio di proprietà comunale di Via IV Novembre.
Questo episodio non può essere vissuto solo come una questione di ordine pubblico ma deve essere interpretato e gestito come il segno di quanto stà accadendo nella società, attraverso anche la indignazione e le domande che provengono dal mondo giovanile.
Questa volta non abbiamo il “solito” Mezza Canaja in prima fila ma c’è anche il protagonismo di un centinaio di giovani studenti delle scuole medie superiori organizzati in Colletivo studentesco che lottano per i loro futuro, per la difesa dei beni comuni e per spazi pubblici e collettivi dove poter incontrarsi e comunicare, cioè per una visione non solo mercantile della vita e del tempo libero.
D’altronde erano loro che mesi addietro invece di fare shopping da un super mercato ad un altro o partecipare alla alcolica movida notturna stavano davanti ai supermercati ed ai luoghi di aggregazione a raccogliere le firme per il Referendum per l’ acqua pubblica e contro il nucleare.
Questi giovani hanno occupato una proprietà pubblica su cui l’ Amministrazione comunale ha già avviato le pratiche di alienazione mettendo a bilancio il ricavato che servirà alla Amministrazione stessa a tappare qualche falla che il Governo centrale attraverso i tagli ed il patto di stabilità ha provocato mettendo in ginocchio in particolar modo i Comuni.
E’ comprensibile l’ irrigidimento del Sindaco e degli Assessori comunali che attraverso questa alienazione già avviata hanno preso degli impegni con la Città. Però, ripeto, questa vicenda non può e non deve essere vista solo come un problema di ordine pubblico e di pura e semplice legalità rispetto ad una illegalità diffusa di cui il mondo economico-finanziario ma anche politico è largamente protagonista.
Occorre che nessuno perda la testa, ma si apra un dialogo senza pregiudizi da nessuna parte; atteggiamenti muscolari reciproci non aiutano.
Mi sembra di capire che questo Movimento, nuovo per la città, non fa dell’edificio di Via IV Novembre la conquista del “Palazzo d’ inverno”, ma richiede un luogo, aperto e disponibile a tutte le realtà sociali e culturali presenti in Città, come d’altronde da molti anni richiedono i loro “fratelli maggiori”.
Sinistra Ecologia Libertà non può non essere sensibile a queste istanze, per cui opereremo perché esse vengano recepite; nel rispetto dei ruoli e della lealtà politica nella Città Futura e nella maggioranza che guida la Città.
Comprendiamo le difficoltà della Amministrazione Comunale, ma riteniamo anche che come essa si è dimostrata attenta e sensibile alle esigenze di tante categorie ed associazioni senigalliesi così lo sarà anche nei confronti di un Movimento di giovani che in fondo chiedono un luogo dove incontrarsi.
Attilio Casagrande Coordinatore SEL Senigallia
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giu 07 2011
Cara compagna, caro compagno,
la giustizia è uno dei temi al centro del dibattito nazionale, purtroppo distorta a fini berlusconiani e privatizzata dai poteri forti.
Occorre sapere mettere in campo una idea nuova, vera e altra della giustizia, mettendo i cittadini e i loro diritti al primo posto.
Per iniziare/rafforzare un lavoro di SEL in questo campo è convocata una prima riunione per VENERDI’ 24 GIUGNO ore 17.30 ad ANCONA presso i locali della “Casa della Sinistra ” (località Torrette di Ancona – Via Esino, 65/h).
Tutti coloro che sono interessati, a partire da coloro che con la giustizia hanno a che fare quotidianamente come magistrati, avvocati, operatori della giustizia, esponenti dei movimenti a difesa dei diritti dei cittadini ecc., sono invitati a partecipare.
Nel corso della riunione verrà presentato un primo documento di intenti, che può essere traccia per il lavoro futuro, ovviamente, ampliamente discutibile e ci darà un minimo di organizzazione.
Il Coordinatore Regionale
Edoardo Mentrasti
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giu 01 2011
Comunicato stampa
Le elezioni amministrative svoltesi recentemente con la vittoria inequivocabile del Centro Sinistra dimostra che non solo “ il vento sta cambiando” ma che anche all’ interno del Centro Sinistra qualcosa si sta muovendo o quanto meno i cittadini dicono che deve cambiare.
Lo dimostrano le schiaccianti vittorie di Pisapia a Milano De Magistris a Napoli e del giovane Candidato di Sinistra Ecologia Liberta’ Massimo Zedda a Cagliari che stacca di circa 20 punti il Candidato di Centro destra che, a Cagliari, era sostenuto anche dall’ UDC.
Tutto ciò dimostra che quando il progetto è chiaro ed inequivocabile ispirato da volontà di cambiamento ed inclusione sociale e soprattutto è costruito e confrontato con i cittadini attraverso le primarie si vince e si convince anche con candidati non propriamente “moderati e di centro”.
Questo è il dato dei ballottaggi, ma lo dimostrano anche le vittorie al primo turno di Merola a Bologna e Fassino a Torino in cui sicuramente le primarie, attraverso il confronto ed il coinvolgimento della città hanno favorita la vittoria al primo turno, basti pensare alle difficoltà in cui si trovava la sinistra negli ultimi anni a Bologna.
Pensiamo che questi siano i “ modelli” da seguire, anche se ancora si teorizza molto sul modello marchigiano esportato con grande trionfalismo a Macerata; ma facendo un po’ di conti proprio sul risultato del ballottaggio di Macerata, il 10 % del candidato di sinistra al primo turno vale il doppio del voto dell UDC (5%) per cui anche lì il Centro Sinistra unito avrebbe vinto al primo turno senza tanti problemi ed ansie al ballottaggio.
Come Sinistra Ecologia Libertà aggiungiamo anche nella nostra Provincia il bel successo a Santa Maria Nuova con l’ elezione del Sindaco di SEL Angelo Santicchia che ha battuto il candidato del Centro destra ed anche il Candidato del PD che all’ ultimo momento aveva rifiutato l’ alleanza con il nostro Partito, anche questo è un piccolo segnale ma di grande incoraggiamento.
Siamo soddisfatti anche perché a Senigallia attraverso l’ esperienza della Città futura e delle primarie di coalizione del Centro sinistra, tra i primi abbiamo sperimentato questi percorsi democratici e coinvolgenti i cittadini , evitando come invece hanno fatto altri i percorsi autoreferenziali e calati dall’ alto e anche a Senigallia non a caso si è vinto al primo turno senza problemi e su un programma di rinnovamento.
Per cui possiamo dire che c’è anche un modello Senigallia da seguire .
Attilio Casagrande
Coordinatore Circolo di SEL Senigallia
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giu 01 2011
Agli Organi di
Informazione
Loro Sedi
COMUNICATO STAMPA
La posizione di SEL nelle Marche
Il dato dominante del voto amministrativo nazionale e regionale è la cocente sconfitta del centro destra e l’affermazione del centro sinistra, e in esso di SEL, soprattutto dove si è fatta leva su una straordinaria partecipazione popolare, costruita anche con le primarie.
Il segno di sinistra e di centro sinistra largo, giovanile e popolare, è inequivocabile quanto gioioso.
Questa spinta fondamentale ci indica la strada per il futuro.
Occorre per converso dire che il voto al terzo polo al primo turno è stato assai risicato e non sappiamo ancora, nella lunga e tormentata transizione italiana, quale sarà il suo ruolo, su cui pesano problemi e incognite politiche e programmatiche notevoli.
In ogni caso occorre riconoscere che al ballottaggio, in nome del comune schieramento contro Berlusconi, c’è stata una sostanziale libera convergenza senza pateracchi di una parte – almeno – degli elettori del terzo polo a Milano come a Napoli sui candidati di sinistra e degli elettori della sinistra, comunque di SEL, sui candidati dell’UDC per esempio a Macerata come a Grosseto.
E’ un primo passo, vedremo se e come crescerà.
Per parte nostra – è linea nazionale, è il nostro compito – dobbiamo costruire la sinistra e il centro sinistra sulla base dei programmi e sul ricorso alla partecipazione popolare senza porre (mai l’abbiamo fatto) pregiudiziali su possibili contributi provenienti dall’ala moderata.
Nelle Marche – lo abbiamo tante volte detto – si è consumata a suo tempo una rottura e prodotta una rilevante anomalia. Era e resta un problema. Non abbiamo cambiato opinione rispetto ad allora e siamo critici sull’oggi.
Ma la spinta unitaria di rinnovamento e di speranza che si è suscitata nel Paese e in diverse realtà nelle Marche e lo spiegamento del nostro progetto politico di costruzione di un nuovo e dinamico centro sinistra ci chiedono di affrontare tale problema. In che modo? Non ci interessa il precipizio politicista, il disporci aggiuntivo sull’asse PD-UDC-IDV, il sederci su uno strapuntino e credo non interessi nemmeno gli altri.
Ci interessa avviare uno stringente confronto programmatico – innanzitutto con il PD e ne abbiamo parlato con Ucchielli – per verificare se dai rispettivi ruoli oggi di governo e di opposizione è possibile su questioni per noi cruciali (ne cito alcune: reddito sociale e lavoro, difesa del PEAR e NO ai Rigassificatori, riforma dell’urbanistica e consumo zero del territorio, ampliamento della sfera delle libertà personali e dei diritti civili) costruire da subito nuovi e più avanzati equilibri programmatici e politici utili per le Marche e più in sintonia con la spinta nazionale.
Con questa ispirazione ci vogliamo mettere al lavoro per aprire una nuova fase.
Il Coordinatore Regionale
Edoardo Mentrasti
Ancona, 1.6.2011
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mag 30 2011
E’ un ciclone. Non è un vento di cambiamento, semmai un uragano di buona politica. Milano, Napoli, Cagliari, Trieste e tante, davvero tante, altre realtà d’Italia sono gli emblemi di un Paese che ha già voltato pagina, che vuole cambiare e guardare al futuro, che non si fa più ingannare dalla vecchia politica e dai venditori di tappeti che in questi giorni hanno trattato i cittadini come perfetti stupidi. Come se fosse possibile comprarsi qualsiasi cosa, un voto quanto la dignità.
C’è un’Italia migliore. Quella che non ha mai avuto paura, che non ha mai smesso di sperare e di lottare, che non si è lasciata andare a facile promesse o all’estremismo di una campagna elettorale condotta in maniera irresponsabile da Berlusconi e da molti suoi sodali.
Adesso niente sarà più come prima, che Berlusconi se ne vada stasera o domani. Il berlusconismo è alle corde non solo per le sconfitte elettorali, ma perché queste dimostrano la comparsa alle porte della storia di un racconto di un’Italia che sembrava dimenticata nelle falde del ciarpame visto nei palazzi in questi grigi anni. E’ l’Italia più bella, quella dei giovani tornati alla politica, delle donne e degli uomini che hanno visto in Giuliano Pisapia, Luigi De Magistris, Massimo Zedda, per citarne alcuni, i simboli di una liberazione collettiva e partecipata da una classe dirigente incapace e prepotente.
La partita è riaperta, finalmente. E sono fuochi d’artificio. Erano anni che non li vedevamo di così belli. Godiamoceli, anche se per poche ore. Perché adesso è venuto il momento di ricostruire un Paese intero e di farlo con il sorriso sulle labbra.
Fonte: http://www.sinistraecologialiberta.it/vetrina/e-quindi-uscimmo-a-riveder-le-stelle
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mag 21 2011
I responsabili nazionali Enti locali di PD, IDV e SEL, considerati gli ottimi risultati ottenuti al primo turno delle amministrative dai candidati del centrosinistra, comunicano di aver raggiunto un’intesa volta a ricomporre le differenziazioni nelle poche realtà locali in cui non era ancora stato trovato un accordo, per contribuire così al rafforzamento della proposta su tutto il territorio. Una proposta capace di comprendere il disagio sociale diffuso e di interpretare la speranza di chi crede che sia possibile costruire un’Italia diversa, partendo dai territori. Il centrosinistra vince sviluppando dialogo e aperture a tutte le forze di opposizione a Berlusconi e scegliendo i candidati più forti con programmi chiari e condivisi. L’opposizione, determinata a risolvere i problemi reali dei cittadini e a dare delle risposte concrete in ogni singola realtà territoriale, si sta dimostrando così capace di costruire un’alternativa credibile di governo. Le prossime giornate saranno tutte dedicate al sostegno dei nostri candidati affinché i risultati del primo turno possano confermarsi anche ai ballottaggi.
Lo scrivono in una nota congiunta Davide Zoggia, Ignazio Messina e Paolo Cento
Fonte: Pd, Idv e Sel: intesa per i ballottaggi |.
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mag 21 2011
A Milano la cortina che sembrava non scalfibile della presa culturale berlusconiana si è mostrata vulnerabile. Con lo sguardo di chi ha vissuto l’elezioni milanesi da lontano, ma con ilcoinvolgimento forte per il valore generale di quella sfida, mi pare di cogliere alcuni spunti di riflessione per affrontare la nuova fase politica che comunque si è aperta. L’esercizio che vorrei fare è quello di mettere in rilievo come, in quell’esperienza, sono state curate e trasformate alcune negatività che hanno fatto perdere negli ultimi decenni il centro sinistra. La prima, anziché il modello di leaderismo populista e sessista di Berlusconi contro ogni limite al potere “53.000 preferenze, non una di meno”, anziché l’irriverenza della rottamazione giovanilista, si è realizzata l’empatia per la leadership di Giuliano Pisapia determinata, connotata per storia personale e insieme così garbata e inclusiva da annullare la più volgare accusa di estremismo. Si afferma una nuova forma di leadership politica temperata da una responsabilità diffusa e non personalizzata fino alla fede nei miracoli dell’unto dal Signore. La seconda, anziché la boria narcistica della sinistra paga del proprio frammento di Verità –che si fa partito o partitino- ha preso il volo la voglia di condividere, di costruire un campo largo, aperto, accogliente del centro sinistra. Non solo contro un nemico. Sel, indispensabile per vincere, a mio parere, si dovrà sempre connotare per una funzione che vuole amalgamare tutte le sfumature del centro sinistra. Anche quando altri vanno in direzione contraria. E in questa temperie le primariesono uno strumento insostituibile. La terza, è stata valorizzata la diversità dal centro destra e non l’ansia di legittimazione moderata che nelle precedenti campagne elettorali ha portato il PD ad inseguire e a mimetizzarsi nelle promesse liberiste dell’ altrui schieramento. Si è tornati a desiderare un’ alternativa possibilesenza il peso dei poteri forti. l’invadenza della ‘ndrangheta, l’egoismo sociale con le derive razziste. Queste tre ragioni politiche, per SEL si saldano ora con un compito che il varco apertosi rende più urgente: un’ offensiva culturale di cui la battaglia referendaria è un buon e utile terreno. Ci vuole una radicalità che scuota le coscienze, trasformi l’immaginario collettivo su cui il berlusconismo dà segni di crisi. Ora è più possibile avere ragione sulla non ineluttabilità di un mondo che dà valore solo al consumo dissennato, in primo luogo di risorse naturali, e schiavizza il lavoro, che rovescia la libertà di realizzare se stesse/i nel libero mercato e nell’individualismo proprietario, che trasforma un bene per la vita come l’acqua in merce su cui fare profitti, che usa l’immigrazione per impaurire e sorvegliare, che incrina il principio di uguaglianza davanti alla legge. Insomma, con idee nuove per far pensare, unitari per essere più forti, pragmatici per trasformare anche con gradualità, gentili per rispettare tutti/e. Questo ha già detto Giuliano Pisapia, ed è indispensabile che la maggioranza dei milanesi lo confermi nel ballottaggio. Poi dobbiamo riuscire ad affermarlo con i 4 si al referendum e l’Italia potrà finalmente cambiare. Perché – come canta Vecchioni – quando le idee si muovono “sono come le stelle che non le spengono i temporali”…
Marisa Nicchi
Fonte: Il garbo di Giuliano Pisapia, una speranza |.
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