A quasi vent’anni da Mani pulite, la situazione può dirsi addirittura peggiorata, perché quella corruzione così diffusa e magmatica che infestava i partiti, è tracimata, oggi, nella stessa società civile, in ambienti economico-finanziari come fra i giovani, sempre più disinformati, apatici ed indifferenti.
Noi, oggi, siamo testimoni di un paese piegato e travolto, dal basso, dall’individualismo e dall’indifferenza di massa; dall’alto, dalla corruzione delle classi dirigenti. Una corruzione, come sappiamo, che è nella natura dei rapporti politica/affari da sempre; ma che, come traspare dall’ultimo scandalo, quello della Protezione Civile, è stata amplificata, se non addirittura legittimata, da una visione dell’economia e del diritto, in cui il rispetto delle regole e dei vincoli della legge, è considerato un fardello che ostacola la realizzazione delle “opere”, cadano esse o no nel novero “dell’emergenza”.
Un bypassare tutte le procedure e i controlli, in linea con la “filosofia del fare”, che proviene dal berlusconismo più becero e dilagante nella nostra società, che è cresciuto come una mala pianta, “nell’indifferenza” generale.
Non può essere sottovaluta l’arroganza raggiunta dalla criminalità organizzata. L’idea che si possa essere eletti parlamentare per “conto” della ‘ndrangheta, come si vede dalla cronaca di questi ultimi giorni, è un fatto raccapricciante, che mette in pericolo i basilari principi della nostra democrazia.
E’ necessario che, a partire dalla questione morale, si mettano le basi per creare una società integrata, sana, socialmente equa, dove i valori importanti siano ricollocati al loro posto, e ogni forma di populismo qualunquistico sia rispedita, al più presto, al “mittente”.
Giancarlo Balbina
Sinistra Ecologia e Libertà
Fonte: http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/i-giovani-e-la-questione-morale
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