feb 22 2010

In vista delle regionali.

Category: Rassegna stampa,Sinistra Ecologia e LibertàSLSenigallia @ 16:22

Abbiamo bisogno di fare una bella campagna elettorale per queste regionali. Ne ha bisogno SEL, il cui progetto ancora una volta è messo alla prova di un passaggio alle urne che sembra sempre prematuro. Ne ha bisogno l’opposizione di questo Paese che continua a vivere una fase di grandi difficoltà nonostante le crepe che si aprono nel fronte delle destre.

Ne hanno bisogno i cittadini e i lavoratori, i giovani, gli anziani, che subiscono i colpi di una crisi che è tutto meno che alle nostrtre spalle. Ne ha bisogno un Paese in cui le emergenze sono ormai un dato permanente, e voluto, e si sommano tra loro. Emergenze sociali, con i disoccupati che tornano a punti record. Emergenze ambientali, dalle frane allo smog. Emergenze democratiche , squaternate dalla vicenda Protezione Civile. Ma andiamo con ordine. Dico che ha bisogno SEL di una buona campagna elettorale perché non posso nascondere che avverto una preoccupazione anche forte per come stiamo arrivando all’appuntamento. Voglio parlare senza infingimenti.

Mai come in questa fase si avverte che SEL è ancora solo un progetto che non riesce a vivere pienamente intendendo con ciò una capacità di avere una vera vita soggettiva e democratica e una piena utilità sociale. La vittoria di Nichi Vendola alle primarie di Puglia ha dimostrato cosa può riuscire ad essere il nostro progetto quando si esprime al meglio e cioè legando virtuosamente gli elementi che ne stanno alla base. Un bisogno di chiarezza e coerenza programmatica che però non rimanga fine a se stesso ma agisca l’unità sia a sinistra che nel campo delle forze che dovrebbero ricostruire quella alternativa che ora non c’è e che non può essere la riedizione del vecchio centro sinistra che non c’è più. Per affermare questa impostazione siamo dovuti passare in Puglia attraverso confronti anche aspri che hanno dimostrato che senza la autonomia di SEL l’unità è più difficile. Quella vittoria ci ha indicato una strada che però fatichiamo a percorrere.

Non voglio certo coltivare la presunzione di ergermi a giudice di altri, ma, per quello che è il mio punto di vista, in molte situazioni trovo una distanza molto grande con ciò che si è prodotto. Penso al non aver praticato il metodo delle primarie come elemento imprescindibile. Penso all’appoggio a candidati il cui profilo è antitetico alle esigenze di una ricostruzione di una alternativa. Penso a cedimenti programmatici. Penso a una scarsa tensione verso l’unità con altre sinistre, come la stessa Federazione che pure sento lontana ma di cui non accetto la discriminazione e che voglio incalzare su un terreno politico tanto più che mostra evidenti difficoltà. Lavorare alla unità contro le destre non può significare subire tutto o annullarsi, perché quella cosiddetta unità non funziona.

E perdippiù in alcune situazioni le nostre liste appaiono chiuse, continuistiche, al contrario di quella capacità di apertura e innovazione che mostrammo alle Europee. Siamo arrivati a situazioni in cui io stesso voterei SEL più per appartenenza che per convinzione. Ma siccome la mia convinzione sulla necessità di SEL è grande sono convinto che ora bisogna recuperare. Per questo dico che bisogna fare ora una bella campagna elettorale, che aiuti a recuperare questi limiti. Una campagna che aderisca ai territori con competenza ma che mostri il respiro generale di SEL e dunque si misuri con ciò che dicevo all’inizio e cioè la costruzione di una alternativa che viva nella capacità di dare risposte.

Io penso che in particolare dobbiamo lavorare sul disvelare il grande inganno dell’emergenzialismo per riconsegnare la crisi a ciò che la produce, e cioè questo sistema capitalistico in crisi e questo assetto di governo Berlusconiano. Siamo a passaggi difficili. Se pensiamo a ciò che accade in Grecia ci accorgiamo che tante nostre critiche a questa Europa che facemmo lo scorso anno sono drammaticamente giuste. Ma su questo sfondo c’è poi la realtà nostra, di un Paese dove i poteri forti pur di non rimettersi in discussione sono disposti a mettere in discussione gli stessi assetti democratici. Le alternative che proponiamo per le Regioni devono essere all’altezza di questa situazione. E vivere anche nei movimenti e nei conflitti come quelli aperti per l’acqua pubblica e contro il nucleare.

E avere una propria incisività sulla rivalorizzazione del lavoro senza la quale è ben difficile intraprendere nuove strade di sviluppo che pure vanno disegnate e su cui occorre intervenire. Ma per fare una bella campagna elettorale occorre superare il quadro che ci ha portato alle difficoltà che dicevo. Ne dico una tra le tante. Non c’è dubbio che noi viviamo una crisi della politica che è profonda e porta a comportamenti, anche individuali discutibili. Ma io credo che un rilancio anche etico della politica passi attraverso la costruzione di soluzioni collettive. La priorità che vedo è che SEL non può più vivere come sommatoria di componenti perché ciò acuisce le difficoltà, rende difficile intervenire a favorire comportamenti più consoni, priva di autorevolezza gli stessi gruppi di dirigenza che ci diamo.

C’è una discussione complessa sulla forma partito, sugli elementi territoriali, ma la situazione in cui siamo mi fa dire che non la stiamo facendo bene. Guai se facessimo una campagna elettorale per componenti o addirittura per componenti a sostegno di questo o quel candidato senza un profilo complessivo di SEL e la valorizzazione di tutte le forze che abbiamo e che restano tante e generose. Una buona campagna elettorale la possiamo fare, la dobbiamo fare anche cominciando a dare corso a quel congresso fondativo che abbiamo deciso di tenere e che dobbiamo cominciare a organizzare.

di Roberto Musacchio

Fonte: http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/in-vista-delle-regionali

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