L’Udc sta vincendo tutte le battaglie culturali, spostando l’asse del governo regionale sempre più a destra, su posizioni di retroguardia che cancellano anni di conquiste die governi passati nel campo riformista e progressista. Ed il tutto sta avvenendo con il consenso del governatore della regione Marche, con il silenzio assenso dei segretari regionali del Pd e di Idv.
L’ultima notizia – ma di certo non per importanza – di questa gestione centrista del governo delle Marche non è tanto il rinnovo del protocollo tra Regione e Conferenza Episcopale – che nella pluralità delle sensibilità può anche prevedersi – ma il decuplicamento degli oratori reso possibile grazie all’aumento di 150 mila euro (passando così da 450 mila euro a 600 mila euro) di dotazione finanziaria a sostegno dell’attività degli oratori. Spacca peggiora la sua posizione dichiarando che il governo regionale ha ritenuto di dover intervenire con maggiori risorse nonostante la crisi economica, mostrando grade miopia politica e scarsa lungimiranza. Proprio perchè la grave congiuittura economica colpisce alcuni settori della società, bisogna avere coraggio e competenze per individuare delle priorità, che non possono essere gli oratori intesi come luogo di aggregazione e non destinare nemmeno un centesimo in più all’inserimento nel mondo del lavoro per le giovani generazioni. Il vero ossimoro politico risiede proprio qui: le Marche tagliano sulle politiche giovanili ed elargiscono 600 mila euro a sostegno degli oratori, senza preoccuparsi del fatto che poi questi ultimi nemmeno partecipano all’attività degli ambiti territoriali.
I 150 mila euro in più di cui godranno gli oratori si sarebbero potuti destinare al sostegno alla ricerca, ai centri di aggregazione, al miglioramento della gestione delle università, all’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani diplomati o laureati disoccupati o alla reintegrazione delle piante organiche dei consultori, eludendo così anche il patto di stabilità. Riteniamo che queste politiche mirate al sostegno della famiglia – purchè sia naturale – rinneghino anni di lotte e di conquiste per la laicità delle istituzioni. Stanziare fondi a sostegno delle scuole private di impostazione cattolica significa condannare a morte il merito, significa limitare l’accesso al sapere ed alla conoscenza, significa rincorrere la ministra Gelmini nella distruzione della scuola pubblica. La nostra granitica convinzione è quella che la ricerca non può passare per la religione, le libertà delle donne non possono passare per le associazioni delle famiglie, la prevenzione e l’educazione degli adolescenti non possono passare solo per gli oratori.
Edoardo Mentrasti – Coordinatore regionale Sel
Esildo Candria – Coordinatore provinciale Macerata
Giorgio Mancini – Coordinatore provinciale Ascoli
Claudio Paolinelli – Coordinatore provinciale Ancona
Lara Ricciatti – Coordinatrice provinciale Pesaro Urbino
Roberto Vallasciani – Coordinatore provinciale Fermo
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