BARI, 27 NOV – «Mi interrogo su che razza di anomalia io sia» e siccome «vengo indicato come una specie di ostacolo da rimuovere, o mi si dice ostacolo rispetto a che cosa oppure, se non lo si dice, difficilmente potrò muovermi di un millimetro da dove il popolo pugliese mi ha collocato». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, a proposito degli ostacoli alla sua ricandidatura alle regionali posti da parti del Pd, rispondendo a una domanda sul riproporsi di una situazione analoga alle elezioni del 2005. Anche allora Vendola si candidò come outsider, contro la volontà di quasi tutti i partiti della coalizione di centro sinistra (escluso Rifondazione comunista e i Verdi che lo appoggiavano) che avevano scelto di candidare Francesco Boccia. Vendola ottenne che si celebrassero le primarie e, inaspettatamente, vinse prima nella coalizione e poi nel confronto con il governatore uscente, Raffaele Fitto. Anche oggi, il governatore pugliese chiede che si vada alle primarie se il Pd non intende confermare lui come candidato. Forse, ipotizza Vendola, sono «un’anomalia perchè sono in sintonia col mondo e in distonia con questo Paese», io sono «in sintonia con il mondo che proclama l’acqua diritto universale e bene comune, la mia voce non ha incertezze, è abbastanza chiara e forte, è acqua pura». «Questo forse per qualcuno rappresenta un’anomalia – ha concluso – non lo so»
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