“Più la campagna elettorale entra nel vivo e più emerge che Renata Polverini non riesce ad essere altro che la copertura delle più tradizionali e classiche politiche del centrodestra. Ora la Polverini afferma che per l’aborto farmacologico con la pillola RU486 sarebbe obbligatorio il ricovero ospedaliero. Ci siamo: anche la ‘nuova’ candidata si schiera su una delle posizioni più retrive del centrodestra”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano.
“Obbligare al ricovero significa infatti pensare che si possano dissuadere le donne dall’aborto rendendo il percorso dell’aborto legale più difficile e penoso” dichiara Rodano. “Ma la legge 194 prescrive proprio il contrario. Obbligare al ricovero significa utilizzare il sistema sanitario nazionale come uno strumento ideologico, invece che come un servizio ai cittadini. Lo sa Renata Polverini che ormai si cerca di incentivare al massimo possibile il day hospital, per un numero sempre crescente di interventi sanitari? L’obbligo di ricovero in questo caso si configurerebbe al contrario come un intervento ‘inappropriato’ che il suo collega Sacconi rimprovera continuamente alle strutture pubbliche”.
“Obbligare al ricovero significa non riconoscere ai medici l’autonomia propria della loro professione” conclude Rodano. “Solo loro e le donne possono decidere come è meglio, meno pericoloso, meno invasivo interrompere una gravidanza. Queste idee e questi comportamenti cittadini del Lazio li hanno già conosciuti: durante la presidenza Storace”.
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