nov 24 2009

L’assedio attorno a RaiNews24

Category: Rassegna stampaSLSenigallia @ 20:45

Cittadella di informazione indipendente, per scelte editoriali, temi e taglio delle notizie, RaiNews24 è riuscita a ritagliarsi un pubblico e una credibilità notevoli, data la scarsità di mezzi in cui è stata confinata nel risiko del servizio pubblico radiotelevisivo. RaiNews24 ha costruito un palinsesto «controcorrente» contraddistinto per campagne come quella sulla sicurezza del lavoro e per inchieste sulle mafie, sul riciclaggio, sul business criminale dei rifiuti, sul traffico d’armi, sulle ricostruzioni che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini, aprendo spazi agli scenari internazionali, anche quelli trascurati dalle reti «sorelle», dando voce a tanti soggetti non istituzionali. Per questo, però, nel carosello di nomine che sta disegnando una Rai ancora più sensibile al richiamo del governo, pure RaiNews24 è diventata una pedina appetibile. E per questo, nonostante i notevoli risultati raggiunti sotto la direzione di Corradino Mineo [ascolti quadruplicati], l’identità e la linea del canale sono a rischio. Una raccolta di firme online per salvare RaiNews24 è stata lanciata dalla Tavola per la pace e da Articolo21.

Fonte: http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/18940

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nov 24 2009

Evitare la vendita dei beni confiscati alle mafie

Category: Rassegna stampaSLSenigallia @ 20:35

Prosegue e cresce la campagna per chiedere al parlamento di eliminare l’emendamento alla legge Finanziaria che prevede la possibilità di vendere sul mercato i beni confiscati alle mafie. L’associazione Libera, impegnata in una campagna urgente quanto qualificante dal punto di vista della rilevanza sociale della lotta alla mafia, ha lanciato una petizione online che ha già raccolto più di quindicimila firme, tra quelle di comuni cittadini, associazioni, organizzazioni sociali e personalità dello spettacolo, della cultura, della politica. L’emendamento prevede che siano messi in vendita quei beni per i quali, entro sei mesi, non sia stata trovata la destinazione sociale prevista dalla legge 109 del 1996. «E’ facile immaginare chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza – scrive Libera nel suo appello – La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni».

Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/18934

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