Prosegue e cresce la campagna per chiedere al parlamento di eliminare l’emendamento alla legge Finanziaria che prevede la possibilità di vendere sul mercato i beni confiscati alle mafie. L’associazione Libera, impegnata in una campagna urgente quanto qualificante dal punto di vista della rilevanza sociale della lotta alla mafia, ha lanciato una petizione online che ha già raccolto più di quindicimila firme, tra quelle di comuni cittadini, associazioni, organizzazioni sociali e personalità dello spettacolo, della cultura, della politica. L’emendamento prevede che siano messi in vendita quei beni per i quali, entro sei mesi, non sia stata trovata la destinazione sociale prevista dalla legge 109 del 1996. «E’ facile immaginare chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza – scrive Libera nel suo appello – La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni».
Fonte: http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/18934
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